Scontrini e POS: fino al 5% di scarto non scattano le multe
Un chiarimento fondamentale per bar, negozi, ristoranti e tutte le attività che incassano con carta o bancomat: con la nuova riforma fiscale cambia il sistema delle sanzioni per le differenze tra gli incassi del POS e gli scontrini battuti.
Ecco cosa cambia in pratica per la gestione dell'attività:
- Sotto la soglia del 5% su base trimestrale: zero multe. Se durante il trimestre si verificano piccoli errori (ad esempio si seleziona "contanti" sulla cassa invece di "POS", o si verifica un disallineamento nella chiusura serale), non si corrono rischi. Se queste discrepanze rimangono entro il 5% del totale delle transazioni effettuate nel trimestre solare, la legge le considera mere imprecisioni formali e non si applica alcuna sanzione.
- Oltre la soglia del 5%: scattano i controlli. Se le differenze tra il numero di pagamenti elettronici e i corrispettivi registrati superano il 5% sul totale del trimestre, il Fisco applica i controlli automatizzati e le relative sanzioni ordinarie.
Attenzione: la tolleranza non vale per gli scontrini non fatti. La franchigia del 5% serve solo a salvaguardare dai piccoli errori di digitazione o da anomalie tecniche di quadratura. Non si applica in nessun caso di omessa emissione dello scontrino fiscale.
Come comportarsi in caso di errori
Se a chiusura serale o nei giorni successivi ci si accorge di aver commesso un errore di battitura o di aver trasmesso un dato non corretto al Fisco, vi invitiamo a contattare tempestivamente lo studio che potrà assistervi nelle procedure di storno, rettifica contabile o nella segnalazione di "trasmissione anomala" sul portale dell'Agenzia delle Entrate per sanare la posizione prima dei controlli trimestrali.
